In breve
- Il punzone del titolo dice quanta parte della lega è oro: 750 = 75% (18 kt), 585 = 58,5% (14 kt), 375 = 37,5% (9 kt), 916 = 91,6% (22 kt); oggi (30/10/2026) il valore del metallo di un grammo di oro 750 è 84,82 €, che non è il prezzo d'acquisto.
- Sui gioielli fabbricati in Italia dagli anni Settanta c'è anche il marchio di identificazione: stella a cinque punte, numero del fabbricante e sigla della provincia (es. 1 MI), previsto dal D.Lgs. 251/1999.
- «GP», «GEP», «HGE», «GF», «1/20 12K», «Plaqué», «Laminato» indicano placcato o laminato: l'oro è uno strato sottile e l'oggetto non si paga a peso.
- Calamita e densità escludono la bigiotteria ma non misurano il titolo: in negozio si usano acidi calibrati e, per le leghe dubbie o senza timbro, l'analisi XRF, davanti al cliente e gratis.
Come capire se l'oro è vero? Il primo indizio è il punzone. Un gioiello in oro porta quasi sempre il titolo in millesimi (750, 585, 375; 916 e 999 sui pezzi più ricchi) e, se è stato fabbricato in Italia dagli anni Settanta in poi, il marchio di identificazione del produttore: stella a cinque punte, numero e sigla della provincia, per esempio «1 MI». Sigle come «GP», «GF», «HGE» o «1/20 12K» indicano invece placcato o laminato, che non si paga a peso. Da Compro Oro Peschiera Borromeo, in via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo, frazione Bettola, ogni pezzo viene verificato, con o senza timbro, davanti a te e gratis.
Millesimi o carati: cosa significano 750, 585 e 375?
Il titolo indica quanta parte della lega è oro puro. In Europa si esprime in millesimi (750 = 750 parti d'oro su 1.000, cioè il 75%), nei Paesi anglosassoni in carati, dove l'oro puro vale 24: 18 carati su 24 fanno 0,75, quindi 750. Il resto è rame, argento, palladio, nichel o zinco, che danno colore e durezza. Al 30/10/2026 l'oro fino (puro) quota 113,09 € al grammo: moltiplicando questo prezzo per il titolo si ottiene il valore del metallo in un grammo di lega, che non è il prezzo d'acquisto.
| Punzone | Carati | Oro fino | Dove lo trovi | Valore del metallo al 30/10/2026 (€ per grammo di lega) |
|---|---|---|---|---|
| 999 / 999,9 | 24 kt | 99,9% | Lingotti, placchette, gioielli asiatici | 112,98 € |
| 916 | 22 kt | 91,6% | Sterline, gioielli indiani e arabi | 103,59 € |
| 750 | 18 kt | 75,0% | Gioielleria italiana e francese, casse di orologi | 84,82 € |
| 585 | 14 kt | 58,5% | Germania, Est Europa, USA, alcune leghe dentali | 66,16 € |
| 417 | 10 kt | 41,7% | Stati Uniti (minimo legale) | 47,16 € |
| 375 | 9 kt | 37,5% | Regno Unito, Italia (minimo legale) | 42,41 € |
| 333 | 8 kt | 33,3% | Germania e Paesi dell'Est | 37,66 € |
Due dettagli. In Italia i titoli legali dell'oro sono 750, 585 e 375 (D.Lgs. 251/1999); 916 e 999 si trovano soprattutto su monete, lingotti e gioielli di provenienza estera. E il titolo dice quanto oro c'è, non quanto ti verrà pagato: i compro oro seri riconoscono in genere l'85–95% del valore del fino a seconda di caratura, peso del lotto e costi di affinazione, e noi mostriamo sempre la percentuale applicata, come spieghiamo in quanto paga un compro oro al grammo.
Che cos'è il marchio di identificazione italiano (la stella con numero e sigla)?
Sui gioielli fabbricati in Italia, accanto al titolo, c'è un secondo timbro in un piccolo poligono: una stella a cinque punte, un numero e la sigla della provincia. È il marchio di identificazione previsto dal D.Lgs. 251/1999 e dal DPR 150/2002: il numero è assegnato al singolo fabbricante (o importatore) dalla Camera di Commercio, la sigla è la provincia in cui è registrato. «1 MI» si legge «fabbricante numero 1 della provincia di Milano». Le sigle più frequenti sono quelle dei distretti orafi: AL (Valenza), VI (Vicenza), AR (Arezzo), oltre a MI.
Il marchio risale alla legge 46/1968 ed è in uso dagli anni Settanta. Pezzi più vecchi, fedi ridotte di misura (il punzone sta proprio nel tratto che il gioielliere taglia), gioielli fatti a mano o comprati all'estero possono non averlo, e sono oro lo stesso.
Un «750» senza stella non prova nulla: esistono gioielli esteri autentici senza marchio italiano e bigiotteria con «750» o «18K» stampigliati sull'ottone. Il timbro orienta, la prova del titolo decide.
Come si leggono i punzoni esteri?
Ogni Paese ha le sue convenzioni, ma la logica è la stessa: un segno per il titolo e uno per chi lo garantisce.
- Regno Unito: titolo in millesimi dentro un cartiglio (375, 585, 750, 916) e marchio dell'ufficio di saggio (àncora Birmingham, testa di leopardo Londra, rosa Sheffield, castello Edimburgo); «9ct» e «18ct» equivalgono a 375 e 750.
- Francia: testa d'aquila per il 750, conchiglia per il 585, trifoglio per il 375.
- Svizzera: sulle casse degli orologi «0,750» o «18K» con la testa di San Bernardo; bracciali e casse plaqué or («G 20 microns») sono placcati. Per un orologio contano marca e referenza, non solo il metallo: vedi compro orologi.
- Germania: in genere solo il numero (333, 585, 750) con il marchio del fabbricante.
- Stati Uniti: «10K», «14K», «18K» con la sigla del marchio; nessun saggio pubblico.
- India, Medio Oriente, Cina: «916» o «22K», «875» o «21K», «999» o «24K»; in India dal 2021 il bollo BIS con codice alfanumerico.
- Convenzione di Vienna: una bilancia con il titolo all'interno, usata da una ventina di Paesi, Italia esclusa.
Le sigle del placcato e del laminato
Queste sigle dicono che l'oro è solo uno strato su un altro metallo: il pezzo non si paga a peso. «Plaqué or», «Doublé» e «Laminato» sono gli equivalenti francese, tedesco e italiano.
| Sigla | Significato | Quanto oro c'è |
|---|---|---|
| GP, GEP, KGP, HGE, HGP | Gold plated: doratura galvanica (HGE = «pesante») | Da meno di uno a pochi micron |
| GF, RGP, 1/20 12K GF | Gold filled / rolled gold: lamina d'oro saldata sul metallo base | In genere 1/20 (5%) o 1/10 (10%) del peso, in lamina da 10-14 kt |
| 925 su un oggetto dorato, Vermeil | Argento 925 dorato | Vale come argento: vedi compro argento |
| 316L, Stainless steel, PVD | Acciaio con rivestimento dorato | Nessun oro recuperabile |
Come capire se l'oro è vero a casa? Calamita, densità e pietra di paragone
La calamita
L'oro non è magnetico, l'acciaio sì: un magnete al neodimio che attira con forza il gioiello dice che non è oro massiccio. Il contrario non vale, perché nemmeno ottone, rame e argento sono attratti. Due trappole: le molle delle chiusure sono d'acciaio anche sulle collane autentiche, e alcune leghe di oro bianco al nichel reagiscono debolmente.
La densità (il bicchiere d'acqua)
È il test casalingo più serio, perché l'oro è pesantissimo: 19,3 g/cm³ puro, circa 15,2-15,9 per il 18 kt giallo, 12,9-14,5 per il 14 kt, 10,9-12,7 per il 9 kt; l'ottone si ferma intorno a 8,5, l'acciaio a 7,9. Procedura: pesa il pezzo asciutto su una bilancia al centesimo (A); metti sulla bilancia un bicchiere d'acqua e azzera la tara; immergi il gioiello appeso a un filo, senza toccare fondo e pareti, e leggi i grammi sul display, che equivalgono al volume in cm³ (B); A diviso B è la densità. Limiti: sotto i 3-4 grammi l'errore è troppo grande; catene cave, pietre e smalti falsano tutto. Sui gioielli comuni, però, una densità di 8-9 chiude la questione.
La pietra di paragone e gli acidi
I kit in commercio hanno una pietra nera e acidi per 9, 14, 18 e 22 kt: si striscia il gioiello sulla pietra e si bagna la riga con l'acido del titolo da verificare; se la traccia resta, il titolo è almeno quello, se sparisce è inferiore. Problemi: l'acido nitrico è corrosivo; il test è superficiale e una placcatura spessa lo supera se non si incide sotto; la lettura a occhio sbaglia facilmente di uno o due carati; la strisciata lascia un segno, da evitare su monete, orologi e gioielli firmati.
Come verifica l'oro un compro oro?
Stessi principi, strumenti professionali e una sequenza fissa, che da Compro Oro Peschiera Borromeo facciamo davanti a te prima di pesare.
- Esame visivo con lente: punzoni, marchio di identificazione, usura sui bordi (il metallo base che affiora è la firma del placcato).
- Prova al tocco con acidi calibrati: la strisciata sulla pietra di paragone viene confrontata con aghi campione di titolo noto e trattata con acidi di concentrazione crescente; se serve, con il tuo consenso, si controlla sotto la superficie in un punto nascosto.
- Analisi XRF per le leghe dubbie: lo spettrometro a fluorescenza di raggi X legge in pochi secondi la composizione della lega senza rovinare il pezzo. Lo usiamo per le leghe insolite, l'oro bianco, i pezzi senza timbro e l'oro dentale, dove l'acido può sbagliare di due o tre carati. Anche l'XRF legge solo lo strato superficiale: su un oggetto placcato spesso o «farcito» si affiancano densità o taglio.
- Separazione e pesatura: ogni caratura pesata a parte sulla bilancia omologata, con il display rivolto verso di te; pietre, molle in acciaio e parti non preziose si tolgono o si scontano come tara dichiarata; il prezzo al grammo segue il titolo misurato, non quello stampato.
La prova definitiva, il saggio al fuoco, la fa il laboratorio del banco metalli quando l'oro viene fuso, dopo i 10 giorni di custodia previsti dalla legge. Tutta la sequenza è nella pagina come funziona la valutazione.
Oro bianco, rosa e giallo: cambia il titolo o il valore?
No. Il colore dipende dai metalli che accompagnano l'oro, non dalla quantità di oro: il giallo classico ha argento e rame, il rosa più rame, il bianco palladio oppure nichel e quasi sempre un velo di rodio. Un anello in oro bianco 750 e una fede gialla 750 contengono lo stesso oro per grammo e hanno lo stesso valore di metallo: oggi 84,82 € per grammo di lega; palladio e rodio, di norma, non si pagano a parte. Un'avvertenza: l'oro bianco con la rodiatura consumata diventa giallino, ma non è placcato che si «spella», è la lega vera che riaffiora.
L'oro senza timbro vale meno?
No, se è oro: vale quanto il titolo che la prova rivela. Cambia solo il metodo: senza titolo dichiarato ogni pezzo viene saggiato singolarmente e, se la lega è insolita, passa all'XRF. Portalo con il resto: lo valutiamo nel servizio compro oro usato, che comprende gioielli rotti, spaiati e senza marchio. Le monete, invece, non si pesano come rottame: valgono a pezzo sul contenuto di fino (vedi monete e lingotti).
Come riconoscere la bigiotteria che sembra oro?
Ottone, bronzo, zama, acciaio dorato, argento dorato: oggetti ben fatti, a volte con scritte che imitano i punzoni veri. I segnali:
- Peso: a parità di dimensioni l'oro 18 kt pesa quasi il doppio dell'ottone.
- Usura ai bordi: sugli spigoli e sotto le chiusure il placcato mostra un metallo di colore diverso; l'oro massiccio si consuma restando dello stesso colore.
- Colore uniforme e troppo brillante, tipico delle dorature galvaniche recenti.
- Scritte sospette: «18K» o «750» senza marchio del produttore su oggetti grossolani; «Bijoux», «Fashion», «Stainless steel»; numeri stampati e non battuti.
Se non sei sicuro, non buttare nulla: il controllo al banco è gratuito e in una scatola di «cose finte» a volte spunta una catenina 750.
Cosa fare in pratica
- Leggi i timbri con una lente (o con la fotocamera del telefono): titolo e, sui pezzi italiani, stella con numero e sigla.
- Dividi in tre gruppi: oro con titolo leggibile, oro probabile senza timbro, placcato o bigiotteria evidente.
- Non limare, non acidare, non lucidare: i test fai-da-te lasciano segni e su orologi e monete abbassano il valore.
- Porta tutto in negozio, anche i dubbi, con un documento d'identità valido (obbligatorio per legge) e, se li hai, scontrini, garanzie o certificati.
- Pretendi la prova davanti a te e un'offerta spiegata voce per voce: peso netto, titolo misurato, prezzo al grammo e totale per caratura. Nessun obbligo di vendere.
Il negozio è in via della Liberazione 71, aperto Lun–Sab 9:30–13 / 15–19 (orari previsti dall'apertura), senza appuntamento, con parcheggio gratuito lungo la via. Art Factory Luxury S.r.l., la società che lo gestisce, è in fase di iscrizione al Registro degli operatori compro oro tenuto dall'OAM (il codice sarà pubblicato qui appena assegnato). Per un parere prima di venire manda una foto dei timbri su WhatsApp al +39 352 234 9236 o passa dai contatti.
Fonti
- D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 251 (Normattiva): titoli e marchi di identificazione dei metalli preziosi.
- DPR 30 maggio 2002, n. 150 (Normattiva): regolamento di applicazione e forma del marchio di identificazione.
- Hallmarking Convention (Convenzione di Vienna, 1972): marchio comune di controllo e Paesi aderenti.
- D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 92 (Normattiva): obblighi dei compro oro e identificazione del cliente.
- FAQ del Ministero dell'Economia e delle Finanze sui compro oro.
- OAM, Registro degli operatori compro oro: per verificare l'iscrizione di un operatore.
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2026. I valori al grammo si ricalcolano la mattina dei giorni feriali sulla quotazione dell'oro fino (nel fine settimana resta il valore di venerdì mattina); densità e punzoni sono dati tecnici stabili.
Domande frequenti
Cosa significa 750 su un gioiello d'oro?
750 significa che la lega contiene 750 parti d'oro puro su 1.000, cioè il 75%: è l'oro 18 carati, il titolo più diffuso nella gioielleria italiana e uno dei tre titoli legali in Italia con 585 e 375. Oggi, 30/10/2026, il valore del metallo di un grammo di oro 750 è 84,82 €, che non è il prezzo d'acquisto ma la base su cui si calcola l'offerta; il resto della lega (rame, argento, palladio) dà colore e durezza e di norma non viene pagato a parte. Sui pezzi italiani il 750 è accompagnato dal marchio di identificazione con stella, numero e sigla della provincia.
Come capire se l'oro è vero senza rovinarlo?
Guarda i timbri con una lente (titolo in millesimi o carati e, sui pezzi italiani, la stella con numero e sigla), soppesa l'oggetto e, se pesa più di 3-4 grammi, misura la densità con il metodo del bicchiere d'acqua: l'oro 18 kt sta intorno a 15,5 g/cm³, l'ottone a 8,5. La calamita serve solo a escludere l'acciaio. Nessun test casalingo misura il titolo con sicurezza e gli acidi lasciano segni: la prova con acidi calibrati e, per le leghe dubbie, l'analisi XRF le fa il compro oro, davanti a te, senza costi e senza obbligo di vendere.
Un gioiello con la sigla GP o GF vale qualcosa come oro?
Come metallo vale poco o nulla: in un oggetto placcato (GP, GEP, HGE) l'oro è uno strato di pochi micron, e in uno laminato o gold filled (GF, RGP, 1/20 12K) è il 5-10% del peso in lamina 10-14 kt, quantità che di norma non ripagano il costo di recupero. Per questo il compro oro non lo paga a peso. Il vermeil, cioè argento 925 dorato, si valuta invece come argento. Alcuni pezzi di bigiotteria firmata o vintage hanno un valore da collezione, ma è un mercato diverso da quello del metallo.
Posso vendere un gioiello senza punzone al compro oro?
Sì. La legge impone al compro oro di identificare te con un documento valido, non di trovare un timbro sul gioiello. Il pezzo senza punzone viene saggiato con gli acidi e, se la lega è dubbia, con lo spettrometro XRF; il prezzo al grammo è quello della caratura misurata, senza penalizzazioni per il timbro mancante. È il caso tipico di fedi ridotte di misura, gioielli artigianali vecchi, pezzi comprati all'estero e oro rotto: li valutiamo nel servizio compro oro usato.
Il magnete attira l'oro vero?
No: l'oro, come l'argento, il rame e l'ottone, non è magnetico. Se un magnete al neodimio attira con forza il gioiello, dentro c'è acciaio o ferro e non si tratta di oro massiccio. Se non lo attira, però, non hai la prova che sia oro, perché anche la bigiotteria in ottone passa il test. Occhio alle molle delle chiusure, che sono d'acciaio anche sulle collane autentiche, e ad alcune leghe di oro bianco al nichel che reagiscono debolmente.
Le cifre in euro calcolate sulla quotazione del giorno sono aggiornate al 30/10/2026 e si ricalcolano la mattina dei giorni feriali; dati storici e percentuali di mercato riportano la propria data. Sono valori del metallo, non offerte di acquisto. Il prezzo dell'oro cambia ogni giorno: controlla la quotazione di oggi o chiedici l'offerta aggiornata.
Le guide sono scritte e verificate dal team di Compro Oro Peschiera Borromeo (ART FACTORY LUXURY SRL), il negozio in apertura in Via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo. Ogni articolo cita le fonti e riporta la data dei dati. Chi siamo