Vendere un diamante non è come vendere una catenina: qui conta prima la pietra, poi il metallo. Ti spieghiamo come lavora il nostro compro diamanti a Peschiera Borromeo: come valutiamo brillanti, solitari, gioielli firmati e pietre di colore, e cosa viene pagato. La valutazione è gratuita, senza appuntamento (Lun–Sab 9:30–13 / 15–19, orari previsti dall'apertura); l'oro della montatura si paga sempre al peso netto: oggi (30/10/2026) l'oro 750 vale 84,82 € al grammo di valore del metallo, che non è il prezzo d'acquisto. Per oro rotto o gioielli senza pietre vai a oro usato.
Quanto vale un diamante usato? Le 4C in breve
Il valore di un diamante si misura con le 4C: carato, colore, purezza e taglio, lo stesso linguaggio dei laboratori.
| Parametro | Cosa misura | Cosa conta per il prezzo |
|---|---|---|
| Carato | Peso: 1 ct = 0,20 g = 100 punti | Il prezzo al carato sale a scatti: 1 ct vale molto più di due pietre da 0,50 ct |
| Colore | Scala GIA da D (incolore) a Z | D, E, F i più quotati; da K in giù il colore si nota e il prezzo scende |
| Purezza | Inclusioni e difetti, da FL a I3 | Da SI le inclusioni si vedono con la lente, da I1 anche a occhio |
| Taglio | Proporzioni, simmetria, politura | Da Excellent a Poor; «Triple Excellent» è il massimo per il brillante rotondo |
Il riferimento professionale è il listino Rapaport, che quota all'ingrosso le pietre per peso, colore e purezza: chi compra usato applica uno sconto su quel listino, e noi ti diciamo quale. I diamanti naturali sono scesi: l'indice Rapaport per le pietre da 1 ct ha perso l'11,3% nel 2025. Il prezzo pagato in gioielleria, poi, comprende IVA, margine e marketing: per questo il valore di rivendita di un diamante usato è di norma ben più basso di quanto lo hai pagato.
Il certificato GIA, IGI o HRD fa il prezzo?
No: il certificato descrive la pietra, non la prezza. Riporta peso, colore, purezza, taglio, fluorescenza e misure, non una cifra in euro. È però il punto di partenza di ogni stima seria: con il certificato si discute solo dello sconto sul listino, non delle caratteristiche della pietra.
- GIA, il riferimento mondiale: report da 0,15 ct, spesso con il numero inciso al laser sulla cintura, verificabile su GIA Report Check.
- HRD Antwerp, il laboratorio belga storico.
- IGI, il più diffuso sui gioielli di catena e sui sintetici; anche i suoi report si verificano online.
Se la pietra ha il numero inciso, lo confrontiamo con il documento. Sotto 0,30 ct non conviene far certificare una pietra: il report costa più di quanto rende; sopra 0,50 ct può valere la spesa.
Perché le pietre piccole spesso non vengono pagate (e l'oro sì)
«Le pietre vengono pagate?» La risposta sincera: dipende dalla dimensione. Le pietre piccole di fedine, pavé, orecchini e bracciali tennis (il melee, pietre da pochi punti, cioè centesimi di carato) valgono pochi euro l'una: smontarle, selezionarle e rivenderle in lotti costa più di quanto rendono, non si possono certificare e all'ingrosso si pagano frazioni del listino. Per questo quasi nessun operatore le paga a parte.
Noi te lo diciamo in chiaro: sotto 0,20 ct (20 punti) le pietre di norma non vengono pagate, ma non vengono nemmeno pesate come oro. Le togliamo dal peso (tara) e paghiamo la montatura al peso netto e alla caratura, con la quotazione del giorno. Fra 0,20 e 0,30 ct decidiamo caso per caso, in base a qualità e certificato, e te lo diciamo prima dell'offerta. Da 0,30 ct in su la pietra centrale ha un mercato proprio e la valutiamo a parte.
Diffida di chi valuta «tutto a peso» un anello con pietre: un compro oro serio separa metallo e pietre e lo scrive sulla ricevuta.
Diamanti sintetici: perché a occhio non si riconoscono
I diamanti coltivati in laboratorio sono diamanti veri dal punto di vista chimico e ottico: a occhio nudo, e anche con il tester termico, sono indistinguibili dai naturali. La differenza è nel valore: i prezzi dei sintetici sono crollati negli ultimi anni e nel 2026 una pietra coltivata da 1 ct vale all'ingrosso poche centinaia di dollari, una piccola frazione di un naturale equivalente. Dal 1° ottobre 2025 il GIA non assegna più ai sintetici le scale di colore e purezza dei naturali: li classifica solo come «Premium» o «Standard» e lo scrive sul report.
Per questo, se la pietra non ha un certificato che la identifichi, non la valutiamo come naturale a occhio: quando non si può escludere che sia sintetica o un simulante (zirconia cubica, moissanite) ti proponiamo l'esame di un laboratorio, e te lo diciamo prima dell'offerta. Un sintetico montato ha un valore di rivendita minimo: spesso la montatura in oro vale più della pietra.
Solitari e anelli di fidanzamento
Un anello di fidanzamento con brillante da 0,30 ct in su si valuta in due parti: la pietra, con le 4C e il certificato, sul listino Rapaport; la montatura, pesata senza pietra e pagata come oro 750 (o platino) al peso netto. Ti diamo le due cifre e il totale, voce per voce.
Fanno salire l'offerta: certificato recente, colore D-G, purezza VS o migliore, taglio Excellent o Very Good, peso sopra 0,50 ct (sopra 1 ct la pietra ha un mercato a sé), nessuna scheggiatura. La fanno scendere: pietra non certificata (la stimiamo noi, con prudenza), colore dalla K in giù, inclusioni visibili, tagli vecchi, fluorescenza forte, danni. Nessun obbligo: decidi con calma.
Gioielli firmati: Bulgari, Cartier, Tiffany, Pomellato, Damiani
Un gioiello firmato non si vende a peso. Un Love o un Trinity di Cartier, un B.zero1 o un Serpenti di Bulgari, un Tiffany T, un Nudo di Pomellato, un Belle Époque di Damiani hanno un mercato di seconda mano che paga manifattura, design e marchio, non solo grammi e carati.
Li valutiamo in modo diverso dall'oro usato: firma, punzoni e numero di serie, stato del pezzo (graffi, lucidature, parti sostituite), completezza (scatola, garanzia, certificato di autenticità, scontrino) e richiesta attuale del modello. Il valore dell'oro resta il pavimento della trattativa: se la manifattura vale di più, l'offerta sale. Non lucidare e non far riparare il gioiello prima, e porta tutto quello che hai conservato.
Rubini, zaffiri e smeraldi
Le pietre di colore sono il capitolo più difficile. Il valore di rubini, zaffiri e smeraldi dipende da origine (Birmania, Kashmir e Ceylon per rubini e zaffiri, Colombia per gli smeraldi), colore, trattamenti (riscaldamento per rubini e zaffiri, oliatura o resine per gli smeraldi), dimensione e purezza. Due pietre identiche a occhio possono valere l'una dieci volte l'altra: la differenza la fa il certificato di un laboratorio riconosciuto (GIA, SSEF, Gübelin, GRS) che attesti origine e trattamenti.
Molti gioielli degli anni Trenta-Settanta montano corindoni sintetici (rubini e zaffiri Verneuil) o vetri colorati, senza valore di rivendita, e molte pietre commerciali piccole si pagano poco o nulla: in questi casi l'offerta riguarda l'oro. Se la pietra è naturale, di qualità o certificata, la valutiamo a parte. Le semipreziose commerciali (ametista, topazio, granato) di norma non vengono pagate.
Vendere diamanti a Peschiera Borromeo: come prepararsi
Cosa portare
- Certificati gemmologici (GIA, IGI, HRD) in originale; controlla prima online che il numero corrisponda.
- Scontrini, fatture, garanzie e certificati di autenticità dei firmati.
- Scatole e confezioni originali.
- La montatura, se la pietra è stata smontata: si paga a parte su titolo e peso dell'oro.
- Un documento d'identità valido, richiesto dalla legge (D.Lgs. 92/2017 e art. 128 TULPS): vedi documenti per vendere oro.
Non pulire la pietra con prodotti aggressivi e non smontarla da solo. Una foto non basta per una stima definitiva, ma puoi mandarcela su WhatsApp insieme al certificato: ti diciamo cosa portare.
In negozio il percorso è quello di come funziona: pesiamo la montatura su bilancia omologata davanti a te, verifichiamo il titolo, esaminiamo la pietra e spieghiamo l'offerta voce per voce. Se accetti, compiliamo la scheda dell'operazione con le fotografie, ti rilasciamo la ricevuta e paghiamo subito: bonifico istantaneo fino a 150.000 €, nei limiti operativi della tua banca e della nostra; contanti solo fino a 499,99 €, come prevede la legge. Gli oggetti acquistati restano custoditi per 10 giorni prima di qualsiasi lavorazione (art. 128 TULPS). Art Factory Luxury S.r.l. è in fase di iscrizione al Registro degli operatori compro oro tenuto dall'OAM (il codice sarà pubblicato qui appena assegnato). Per lotti importanti, eredità o collezioni puoi chiedere un orario riservato al +39 352 234 9236.
Siamo in via della Liberazione 71, con parcheggio gratuito lungo la via, a pochi minuti di auto da San Donato Milanese, Segrate, Pioltello, Pantigliate e Mediglia (zone servite). Altre domande? FAQ e contatti. Trasparenza al grammo, pagamento immediato.
Domande frequenti
Il compro oro compra diamanti e brillanti?
Sì. Compro Oro Peschiera Borromeo acquista diamanti sciolti e montati, solitari, anelli di fidanzamento, orecchini e bracciali con brillanti, gioielli firmati e gioielli con rubini, zaffiri e smeraldi. La pietra si valuta con le 4C e il certificato, la montatura in oro o platino a parte, al peso netto. La valutazione è gratuita, si fa davanti a te in via della Liberazione 71 e non ti obbliga a vendere. Il pagamento è immediato: bonifico istantaneo fino a 150.000 € nei limiti operativi bancari, contanti fino a 499,99 €.
Le pietre piccole vengono pagate?
Di norma no, se sono sotto 0,20 ct (20 punti): il costo di smontarle, selezionarle e rivenderle supera il loro valore, e non si possono certificare. Le togliamo dal peso e paghiamo l'oro della montatura al peso netto e alla caratura. Fra 0,20 e 0,30 ct decidiamo caso per caso, in base a qualità e certificato, e te lo diciamo prima dell'offerta. Da 0,30 ct in su la pietra centrale ha un mercato proprio e la valutiamo a parte. In ogni caso ti diciamo prima, voce per voce, cosa paghiamo e cosa no, e lo scriviamo sulla ricevuta.
Quanto vale un diamante da 1 carato usato?
Non esiste un prezzo unico: due pietre da 1 ct possono valere cifre molto diverse a seconda di colore, purezza, taglio e certificato. Il riferimento professionale è il listino Rapaport all'ingrosso, su cui chi compra usato applica uno sconto; come contesto, l'indice Rapaport delle pietre da 1 ct ha perso l'11,3% nel 2025. Il prezzo pagato in gioielleria, che comprende IVA e margine, non è un riferimento per il valore di rivendita. Porta il certificato: ti diamo una cifra precisa e ti spieghiamo lo sconto applicato.
Come faccio a sapere se il mio diamante è sintetico?
A occhio non si può, e nemmeno con il tester termico da banco: un diamante coltivato in laboratorio è diamante a tutti gli effetti. Lo dice il certificato (dal 1° ottobre 2025 il GIA classifica i sintetici solo come «Premium» o «Standard», e l'incisione laser sulla cintura riporta spesso la dicitura laboratory-grown) oppure un esame strumentale di laboratorio, che ti proponiamo prima dell'offerta quando il certificato manca. Un sintetico vale oggi una piccola frazione del naturale equivalente, quindi l'offerta riguarda soprattutto l'oro della montatura.
Comprate anche diamanti senza certificato?
Sì. Senza certificato stimiamo noi le 4C in negozio, con lente e bilancia di precisione, applicando un margine di prudenza perché colore e purezza non sono attestati da un laboratorio; se non si può escludere che la pietra sia sintetica, ti proponiamo prima l'esame di un laboratorio. Sotto 0,30 ct non conviene far certificare la pietra: il report costerebbe più del guadagno. Sopra 0,50 ct, e soprattutto sopra 1 ct, un certificato GIA, HRD o IGI recente può far salire l'offerta più di quanto costa: ne parliamo insieme prima di decidere, senza impegno.
Devo pagare le tasse se vendo un anello con diamante?
In genere no: la vendita occasionale di gioielli personali usati, diamanti compresi, non genera una plusvalenza tassabile e non va dichiarata nel 730. Il regime diverso (imposta sostitutiva del 26%, art. 67 TUIR) riguarda l'oro «allo stato grezzo o monetato», cioè lingotti e monete, non i gioielli. Se vendi pezzi di valore elevato, un'eredità o una collezione, è prudente sentire il tuo commercialista. Ne parliamo in dettaglio nell'articolo vendere l'oro ereditato: tasse, 730 e ISEE.