In breve
- Per vendere oro servono un documento d'identità valido in originale (art. 4 del D.Lgs. 92/2017 e art. 128 del TULPS), il codice fiscale per la scheda dell'operazione (basta la tessera sanitaria) e, da 500 € in su, l'IBAN di un conto intestato a te, perché il pagamento deve essere tracciabile.
- Si vende solo da maggiorenni e vende solo il proprietario, presente e identificato: per l'oro di un familiare in vita non accettiamo deleghe e paghiamo solo su un conto intestato o cointestato a chi vende.
- Per i gioielli ereditati non servono atto notarile né dichiarazione di successione; per i lotti importanti sono però consigliati. Con più eredi, ciascuno viene identificato e riceve la propria quota sul proprio conto.
- Scontrini, garanzie e certificati non sono obbligatori ma aiutano per orologi, diamanti, monete e lingotti. I dati della scheda restano archiviati 10 anni e sono accessibili solo alle autorità.
I documenti per vendere oro a un compro oro in Italia sono tre: un documento d'identità in corso di validità, il codice fiscale e, per importi da 500 € in su, l'IBAN di un conto intestato a te, perché la legge impone un pagamento tracciabile. Devi essere maggiorenne. Non servono scontrini, certificati di acquisto né atti notarili, nemmeno per i gioielli ereditati. Lo stabiliscono il D.Lgs. 92/2017 (articoli 4 e 5) e l'art. 128 del TULPS, e le regole sono le stesse in ogni compro oro regolare, compreso Compro Oro Peschiera Borromeo in via della Liberazione 71.
Quali documenti servono per vendere oro? La lista in una tabella
| Documento | Serve? | Note |
|---|---|---|
| Documento d'identità valido (carta d'identità, patente, passaporto) | Sì, sempre | In originale e non scaduto, per qualsiasi importo |
| Codice fiscale | Sì | Basta la tessera sanitaria; sulla CIE è già stampato |
| IBAN di un conto intestato o cointestato a te | Da 500 € in su | Consigliato sempre, anche sotto soglia |
| Permesso di soggiorno | Solo cittadini extra UE | Insieme al passaporto o alla carta d'identità del Paese d'origine |
| Presenza del proprietario | Sempre | Vende e firma la scheda chi possiede gli oggetti: per l'oro di un familiare in vita non accettiamo deleghe |
| Dichiarazione di successione, atto notorio | Consigliati per eredità importanti | Non obbligatori per legge; con più eredi, ciascuno porta il proprio documento e il proprio IBAN |
| Scontrini, garanzie, certificati, perizie | No | Utili per orologi, diamanti, monete e lingotti |
| Atto notarile, ISEE, dichiarazione dei redditi | No | Nessun compro oro può pretenderli |
Quale documento d'identità è valido al compro oro?
L'art. 128 del TULPS permette ai commercianti di oggetti preziosi di operare solo con persone munite di carta d'identità o di un altro documento con fotografia rilasciato da un'amministrazione dello Stato. In pratica accettiamo:
- la carta d'identità, elettronica (CIE) o cartacea, non scaduta;
- il passaporto;
- la patente di guida, documento di riconoscimento equipollente alla carta d'identità (art. 35 del DPR 445/2000);
- per i cittadini extra UE, il passaporto o la carta d'identità del Paese d'origine insieme al permesso di soggiorno in corso di validità (o alla ricevuta di rinnovo).
Tre regole pratiche: il documento deve essere in originale (fotocopia o foto sul telefono non bastano), in corso di validità (con un documento scaduto non possiamo acquistare nemmeno una catenina: in attesa del rinnovo vanno bene patente o passaporto) e tuo, non di un familiare.
Serve il codice fiscale per vendere oro?
Sì. Il codice fiscale è fra i «dati identificativi» che la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007, art. 1, comma 2) elenca accanto a nome, data di nascita, residenza ed estremi del documento, e la scheda dell'operazione del compro oro riporta proprio questi dati (art. 5, comma 2, D.Lgs. 92/2017). Basta la tessera sanitaria; sulla carta d'identità elettronica il codice è già stampato sul retro. Non è un controllo fiscale: la vendita occasionale di gioielli personali non genera plusvalenza tassabile e non va dichiarata nel 730, come spieghiamo in vendere l'oro ereditato: tasse, 730 e ISEE.
Serve l'IBAN per farsi pagare? Dipende dall'importo
Da 500 € in su la legge vieta il contante al compro oro e impone un mezzo di pagamento tracciabile (art. 4, comma 2, D.Lgs. 92/2017). Da noi è il bonifico istantaneo, disposto mentre sei ancora in negozio, fino a 150.000 € nei limiti operativi previsti dalla tua banca e dalla nostra. Serve l'IBAN di un conto intestato o cointestato a te, cioè alla persona identificata che firma la scheda: non possiamo pagare sul conto di un figlio o di un amico, e prima dell'invio la banca verifica gratuitamente che nome e IBAN del beneficiario coincidano (Regolamento UE 2024/886). Basta averlo sull'app della banca.
Sotto i 500 € scegli tu fra contanti (fino a 499,99 €) e bonifico; sopra, è ammesso il pagamento misto, contanti fino a 499,99 € e il resto con bonifico, come chiariscono le FAQ del MEF. Il limite vale per operazione, anche se frazionata nell'arco di sette giorni: dividere la vendita in due visite per restare sotto soglia è vietato. Dettagli in contanti o bonifico: la soglia dei 500 €.
Si può vendere oro da minorenni?
No. La capacità di agire si acquista a 18 anni (art. 2 del codice civile) e non acquistiamo da minori, nemmeno se accompagnati da un genitore. Se l'oro appartiene al ragazzo, per esempio il braccialetto del battesimo, i genitori possono venderlo solo con l'autorizzazione del giudice prevista dall'art. 320 del codice civile; se appartiene al genitore, è lui a vendere con il proprio documento. Un compro oro che compra da un diciassettenne si espone a un contratto annullabile e a contestazioni: nessun operatore serio lo fa.
Oro ereditato: serve l'atto notarile o la dichiarazione di successione?
No. La legge sul compro oro non richiede atti notarili, dichiarazione di successione o certificati di provenienza: chi vende viene identificato con il proprio documento e, firmando la scheda, dichiara di poter disporre degli oggetti. Dopo la successione i gioielli sono tuoi e basta la tua carta d'identità.
Per i lotti importanti (un'eredità con decine di pezzi, una collezione di monete, un orologio di pregio) conviene però portare, se li hai, la dichiarazione di successione o un atto notorio: non sono obbligatori, ma documentano la provenienza e semplificano le verifiche antiriciclaggio della tua banca su un bonifico in arrivo elevato. Se gli eredi che vendono sono più di uno, venite tutti, ciascuno con il proprio documento e il proprio IBAN: identifichiamo ogni erede e paghiamo la sua quota sul suo conto, con bonifici separati. Non accettiamo deleghe fra coeredi. Per le eredità concordiamo un orario riservato: scrivici su WhatsApp al +39 352 234 9236.
Sulle tasse: la vendita occasionale di gioielli personali ereditati non genera plusvalenza imponibile; monete e lingotti rientrano invece nell'art. 67, comma 1, lett. c-ter del TUIR, con imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza e, senza documentazione del costo, sull'intero corrispettivo. Per il tuo caso rivolgiti al commercialista.
Posso vendere l'oro di un'altra persona?
No: vende e firma la scheda il proprietario, presente in negozio e identificato con il proprio documento, e il pagamento va su un conto intestato o cointestato a lui. Per l'oro di un familiare in vita non accettiamo deleghe. Il caso tipico è la madre anziana che vorrebbe mandare il figlio con la fede e la collana: in questo caso accompagnala tu, e concordiamo un orario riservato per farlo con calma. Se qualcuno ti chiede di vendere al posto suo oggetti di provenienza poco chiara, rifiuta: chi firma la scheda risponde di quello che dichiara e l'operatore ha l'obbligo di segnalare le operazioni sospette (art. 7 del D.Lgs. 92/2017).
Cosa non serve (e cosa conviene comunque portare)
Non servono, e nessun compro oro può pretenderli: scontrini, fatture o ricevute di acquisto dei gioielli; certificati di garanzia, astucci e perizie; atti notarili e certificati di provenienza; ISEE, dichiarazione dei redditi o busta paga. Non serve nemmeno l'appuntamento: la valutazione è gratuita e senza impegno.
Alcuni documenti però aumentano il valore di quello che vendi o ti fanno risparmiare imposte, quindi se li hai portali:
- scatola, garanzia e libretti di un orologio di marca: un Rolex con corredo completo vale sensibilmente più dello stesso orologio sciolto;
- certificati gemmologici (GIA, IGI, HRD) per i diamanti: la pietra la valutiamo comunque, ma con il certificato la stima è più rapida e precisa;
- fattura di acquisto di monete e lingotti: non serve a noi ma a te con il fisco, perché documenta il costo ed evita che il 26% si applichi all'intero incasso (art. 68, comma 7, lett. d, TUIR).
Per il resto basta l'oro così com'è, anche rotto, spaiato o senza timbro: paghiamo il metallo fino contenuto, pesato davanti a te.
Perché il compro oro chiede il documento? La legge in parole semplici
L'identificazione non è una scelta del negozio: è il cuore della normativa che dal 2017 protegge il settore da riciclaggio e ricettazione.
- Identificazione (art. 4, comma 1, D.Lgs. 92/2017 e art. 128 TULPS): prima di ogni operazione l'operatore acquisisce i dati del tuo documento. Chi non lo fa rischia da 1.000 a 10.000 € di sanzione (art. 10); chi opera senza iscrizione al registro OAM commette un reato (art. 8).
- Scheda numerata dell'operazione (art. 5): dati identificativi, descrizione dell'oggetto con titolo e peso, quotazione di riferimento da fonte indipendente, due fotografie digitali dell'oggetto, data e ora, importo, mezzo di pagamento e destinazione.
- Ricevuta riepilogativa (art. 5, comma 3): è la prova della vendita.
- Custodia per 10 giorni (art. 128 TULPS, richiamato dall'art. 6, comma 4): l'oggetto non può essere fuso né rivenduto prima; se risultasse rubato, le forze dell'ordine risalgono al venditore grazie a scheda e fotografie.
- Segnalazione delle operazioni sospette all'Unità di informazione finanziaria (art. 7), come fanno banche e notai.
Art Factory Luxury S.r.l., la società che gestisce Compro Oro Peschiera Borromeo, è in fase di iscrizione al Registro degli operatori compro oro tenuto dall'OAM (il codice sarà pubblicato qui appena assegnato). Per distinguere un operatore regolare da uno improvvisato leggi come riconoscere un compro oro serio.
| Cosa prevede la legge | Numero | Fonte |
|---|---|---|
| Età minima per vendere | 18 anni | art. 2 c.c. |
| Contanti per operazione (anche frazionata entro 7 giorni) | fino a 499,99 € | art. 4, c. 2, D.Lgs. 92/2017 |
| Pagamento tracciabile obbligatorio | da 500 € | art. 4, c. 2, D.Lgs. 92/2017 |
| Fotografie di ogni oggetto nella scheda | 2 | art. 5, c. 2, D.Lgs. 92/2017 |
| Custodia prima di fusione o rivendita | 10 giorni | art. 128 TULPS |
| Conservazione dei dati | 10 anni | art. 6 D.Lgs. 92/2017 |
| Sanzione al compro oro che non identifica | 1.000–10.000 € | art. 10, c. 1, D.Lgs. 92/2017 |
Privacy: che fine fanno i tuoi dati?
La scheda resta archiviata per 10 anni (art. 6 D.Lgs. 92/2017) ed è accessibile solo alle autorità, in particolare Guardia di Finanza e Unità di informazione finanziaria. La base giuridica è l'obbligo di legge: nessun consenso da firmare, nessun uso pubblicitario, nessuna cessione a terzi. Le fotografie riguardano l'oggetto, non te. L'informativa ai sensi dell'art. 13 del GDPR è nella pagina privacy.
Cosa fare in pratica
- Controlla la scadenza del documento: se è scaduto, porta patente o passaporto.
- Metti in tasca la tessera sanitaria (o la CIE, che riporta già il codice fiscale).
- Tieni l'IBAN di un conto intestato a te sull'app della banca: il bonifico istantaneo parte subito.
- Se l'oro è di un familiare anziano, deve venire lui con il proprio documento: accompagnalo e chiedici un orario riservato.
- Per un'eredità con più eredi, venite tutti: ciascuno con il proprio documento e il proprio IBAN.
- Per orologi, diamanti, monete e lingotti porta scatole, garanzie, certificati e fatture; lascia a casa scontrini dei gioielli, ISEE e atti notarili.
Siamo in via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo, frazione Bettola, Lun–Sab 9:30–13 / 15–19 (orari previsti dall'apertura), senza appuntamento e con parcheggio gratuito lungo la via. Per un dubbio sul tuo caso contattaci; altre risposte brevi sono nelle domande frequenti. Trasparenza al grammo, pagamento immediato.
Fonti
- D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 92, artt. 4, 5, 6, 7, 8 e 10 (testo vigente).
- Art. 128 del R.D. 773/1931 (TULPS): documento con fotografia, custodia di 10 giorni.
- FAQ del MEF sui compro oro: pagamento misto e operazioni frazionate.
- D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio), art. 1, comma 2: «dati identificativi».
- Art. 35 del DPR 445/2000: documenti equipollenti alla carta d'identità.
- Art. 68 del TUIR (DPR 917/1986): plusvalenza senza documentazione del costo.
- Regolamento (UE) 2024/886: bonifici istantanei e verifica del beneficiario.
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 13: informativa.
- Registro degli operatori compro oro presso l'OAM: sezione pubblica del registro.
Articolo aggiornato il 29/10/2026 sul testo vigente del D.Lgs. 92/2017 (ultime modifiche: D.Lgs. 211/2024) e sulle FAQ del MEF.
Domande frequenti
Si può vendere oro senza documento?
No. L'art. 4 del D.Lgs. 92/2017 e l'art. 128 del TULPS impongono al compro oro di identificarti con un documento valido prima di ogni operazione, qualunque sia l'importo. Un negozio che compra senza chiedere il documento lavora fuori legge, rischia sanzioni da 1.000 a 10.000 € e non offre alcuna tutela a te: non avresti una ricevuta valida e l'oggetto non sarebbe tracciato.
Vale la carta d'identità scaduta o la foto del documento sul telefono?
No a entrambe. Il documento deve essere in originale e in corso di validità: fotocopie, scansioni e foto non permettono di verificare che tu sia la persona ritratta. Se la carta d'identità è scaduta porta la patente o il passaporto, che sono documenti di riconoscimento equipollenti (art. 35 DPR 445/2000). Il codice fiscale invece si dimostra con la tessera sanitaria anche se vicina alla scadenza, perché il numero non cambia.
Posso vendere l'oro di mia madre anziana che non può venire in negozio?
No, deve venire lei con il proprio documento: la scheda è intestata a chi vende e il pagamento va su un conto intestato o cointestato a lei. Per l'oro di un familiare in vita non accettiamo deleghe, ma possiamo concordare un orario riservato per accompagnarla con calma.
Per l'oro ereditato serve l'atto notarile?
No. La legge sul compro oro non chiede atti notarili, dichiarazione di successione o certificati di provenienza: basta il documento dell'erede che vende. Per eredità di valore conviene però portare la dichiarazione di successione o un atto notorio, se li hai: documentano la provenienza e rendono più fluide le verifiche della banca sul bonifico in arrivo. Con più eredi, ciascuno che vende viene identificato e riceve la propria quota sul proprio conto.
Quanto tempo conservate i miei dati e chi può vederli?
Dieci anni, come impone l'art. 6 del D.Lgs. 92/2017. La scheda con i tuoi dati, la descrizione e le due fotografie dell'oggetto è consultabile solo dalle autorità competenti, in particolare Guardia di Finanza e Unità di informazione finanziaria. Il trattamento avviene per obbligo di legge: nessun uso commerciale, nessuna cessione a terzi. L'informativa completa è nella pagina privacy del sito.
Le cifre in euro calcolate sulla quotazione del giorno sono aggiornate al 30/10/2026 e si ricalcolano la mattina dei giorni feriali; dati storici e percentuali di mercato riportano la propria data. Sono valori del metallo, non offerte di acquisto. Il prezzo dell'oro cambia ogni giorno: controlla la quotazione di oggi o chiedici l'offerta aggiornata.
Le guide sono scritte e verificate dal team di Compro Oro Peschiera Borromeo (ART FACTORY LUXURY SRL), il negozio in apertura in Via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo. Ogni articolo cita le fonti e riporta la data dei dati. Chi siamo