In breve
- La vendita occasionale di gioielli ereditati non genera plusvalenza tassabile e non va nel 730: l'art. 67, comma 1, lettera c-ter del TUIR riguarda solo l'oro «allo stato grezzo o monetato», cioè lingotti e monete.
- Su lingotti e monete si paga il 26% sulla plusvalenza; senza documentazione del costo, dal 1° gennaio 2024, sull'intero corrispettivo (art. 68, comma 7, lettera d). La legge di bilancio 2026 non ha introdotto alcun affrancamento.
- Per l'ISEE conta il denaro ancora sul conto al 31 dicembre dell'anno di riferimento (patrimonio mobiliare); l'oro fisico tenuto in casa non è fra le componenti del patrimonio mobiliare.
- In successione denaro, gioielli e mobilia si presumono pari al 10% dell'asse ereditario (art. 9, comma 2, D.Lgs. 346/1990), salvo inventario analitico.
Vendere l'oro ereditato sotto forma di gioielli, come vendita occasionale di beni personali, non genera reddito tassabile e non va indicato nel 730: l'art. 67, comma 1, lettera c-ter del TUIR tassa solo i metalli preziosi «allo stato grezzo o monetato», cioè lingotti, placchette e monete. Su questi si paga un'imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza e, se manca la documentazione del costo, sull'intero incasso (art. 68, comma 7, lettera d, dal 1° gennaio 2024). Per l'ISEE conta il denaro rimasto sul conto al 31 dicembre, non l'oro che tieni in casa. In successione denaro, gioielli e mobilia si presumono pari al 10% dell'asse ereditario (art. 9, comma 2, D.Lgs. 346/1990).
Chi eredita una scatola di gioielli, monete o lingotti si fa di solito tre domande prima di venderla: pago le tasse, devo dichiararlo, mi alza l'ISEE? In questa guida Compro Oro Peschiera Borromeo, in via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo, risponde norma per norma. Non siamo commercialisti: per il tuo caso chiedi sempre al commercialista o al CAF.
Si pagano le tasse quando si vende l'oro ereditato? Dipende da cosa vendi
La legge non guarda a come hai ottenuto l'oro (acquisto, regalo, eredità) ma a che forma ha: lavorato (gioielli e oggetti d'uso) oppure «allo stato grezzo o monetato» (lingotti, placchette, granaglia, monete). La tabella riassume le regole per il privato che vende beni propri.
| Cosa vendi | Tasse sulla vendita | Dichiarazione dei redditi | ISEE |
|---|---|---|---|
| Gioielli, fedi, catenine, oro rotto, oro dentale, argenteria | Nessuna: non sono «oro grezzo o monetato» | Niente 730 né modello Redditi | Solo il denaro rimasto sul conto al 31/12 (patrimonio mobiliare) |
| Orologi, diamanti, gioielli firmati | Nessuna, se vendita occasionale di beni personali | Niente | Come sopra |
| Lingotti, placchette, granaglia d'oro | Imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza (art. 67 c-ter TUIR) | Quadro RT del modello Redditi PF o quadro T del 730 | Denaro al 31/12; se la plusvalenza va anche nella DSU, chiedilo al CAF |
| Monete d'oro: sterline, marenghi, Krugerrand, 50 pesos | Imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza | Quadro RT (o quadro T) | Come per i lingotti |
Chi compra oro per rivenderlo con continuità svolge un'attività commerciale: regole del tutto diverse.
La vendita dei gioielli ereditati va dichiarata nel 730?
No, se vendi occasionalmente gioielli personali. L'art. 67 del TUIR elenca i «redditi diversi», cioè i guadagni tassabili fuori dalle altre categorie. La lettera c-ter del comma 1 cita le plusvalenze da cessione «di metalli preziosi, sempreché siano allo stato grezzo o monetato». Un anello, una collana o una fede sono oro lavorato: né grezzo né monetato, quindi fuori dalla norma. È la lettura consolidata di prassi e dottrina (si richiama la circolare 165/E del 24 giugno 1998) e vale per gioielli, oro rotto e oro usato personali venduti occasionalmente.
In concreto, per una vendita occasionale: se vendi i gioielli della nonna per 3.000 € non paghi imposte sull'incasso, non scrivi nulla nel 730 e non devi dimostrare quanto li aveva pagati lei. La ricevuta riepilogativa che ti consegniamo (art. 5 del D.Lgs. 92/2017) documenta la provenienza del denaro se la banca te la chiede. La scheda dell'operazione, con documento e fotografie, è un adempimento antiriciclaggio conservato 10 anni a disposizione delle autorità di controllo: non è una dichiarazione fiscale e non finisce nella precompilata.
Lingotti e monete: come si calcola il 26%?
Lingotti, placchette e monete d'oro (sterline, marenghi, Krugerrand, 50 pesos) sono oro «allo stato grezzo o monetato» e rientrano nella lettera c-ter: imposta sostitutiva del 26% (art. 3 del D.L. 66/2014) sulla differenza fra corrispettivo incassato e costo d'acquisto documentato (art. 68, comma 6). Per i beni ereditati il costo è il valore definito o dichiarato ai fini dell'imposta di successione.
Il problema nasce quando la documentazione non c'è, il caso più frequente con l'oro ereditato: le sterline comprate dal nonno negli anni Ottanta non hanno più la fattura. Fino al 2023 la legge presumeva una plusvalenza pari al 25% del corrispettivo; dal 1° gennaio 2024 la legge di bilancio 2024 (L. 213/2023) ha riscritto l'art. 68, comma 7, lettera d: senza documentazione del costo si tassa il 100% del corrispettivo. Un esempio con numeri tondi:
| Vendita di un lingotto incassando 10.000 € | Base imponibile | Imposta al 26% |
|---|---|---|
| Con fattura d'acquisto da 7.000 € | 3.000 € | 780 € |
| Con valore di 8.500 € dichiarato in successione | 1.500 € | 390 € |
| Senza alcuna documentazione (regola dal 2024) | 10.000 € | 2.600 € |
Oggi (30/10/2026) l'oro fino quota 113,09 € al grammo e una sola sterlina, con 7,322 g di fino, contiene metallo per 828,04 €. L'imposta non la trattiene il compro oro: la calcoli e la versi tu con la dichiarazione dell'anno successivo, nel quadro RT del modello Redditi Persone Fisiche o nel quadro T del 730: quale usare te lo dice il CAF o il commercialista. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) non ha approvato alcun affrancamento: la «regolarizzazione» al 12,5% dell'oro privo di documentazione del costo, di cui si è parlato nell'autunno 2025, non è legge.
In pratica: prima di vendere lingotti o monete ereditati cerca ogni documento utile (fatture, estratti conto, successione) e portalo al commercialista. Noi li valutiamo sul contenuto di oro fino, pezzo per pezzo: vedi monete e lingotti e la guida su sterline e marenghi.
Vendere oro fa reddito ai fini ISEE?
No, se vendi gioielli: la vendita non è un reddito e non compare fra le voci reddituali della DSU. Ma l'ISEE guarda anche al patrimonio mobiliare: conti correnti, depositi, titoli e simili (art. 5 del DPCM 159/2013). Il denaro incassato finisce sul tuo conto e, se al 31 dicembre è ancora lì, entra nel saldo che la banca comunica all'Anagrafe tributaria per la DSU precompilata; conta anche la giacenza media annua, se superiore.
Attenzione alle date: la DSU usa redditi e patrimonio del secondo anno precedente, quindi l'ISEE 2026 fotografa il conto al 31 dicembre 2024 e una vendita fatta nel 2026 peserà sull'ISEE 2028, salvo ISEE corrente. Il peso è limitato: il patrimonio mobiliare conta al 20% e solo oltre la franchigia di 6.000 €, aumentata di 2.000 € per ogni componente oltre il primo fino a 10.000 €, più 1.000 € per ogni figlio dal terzo.
L'oro fisico non va dichiarato nell'ISEE: gioielli, monete e lingotti nel cassetto non sono fra le componenti del patrimonio mobiliare, che riguarda rapporti finanziari. Due cautele: per lingotti e monete chiedi al CAF se la plusvalenza tassata al 26% va indicata anche nella DSU fra i redditi soggetti a imposta sostitutiva (art. 4, comma 2, del DPCM 159/2013); e se il nucleo riceve prestazioni legate all'ISEE (bonus nido, assegno di inclusione, università) fai due conti con il CAF prima di vendere un lotto importante.
L'oro ereditato e la dichiarazione di successione: la presunzione del 10%
I gioielli vanno elencati nella dichiarazione di successione? Risponde l'art. 9, comma 2, del D.Lgs. 346/1990: denaro, gioielli e mobilia si presumono compresi nell'attivo ereditario per il 10% del valore globale netto imponibile dell'asse, anche se non dichiarati o dichiarati per meno. La presunzione si supera solo con un inventario analitico (artt. 769 e seguenti del codice di procedura civile). Non devi quindi elencare anello per anello: sono già dentro quel 10% forfettario.
Per molte famiglie l'impatto è nullo: per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 € per erede, con aliquota del 4% solo oltre; e se l'eredità va a coniuge e parenti in linea retta, non supera 100.000 € e non comprende immobili, la dichiarazione non è nemmeno dovuta (art. 28, comma 7). Lingotti e monete sono un caso a parte: non sono «gioielli» e può convenire indicarli al valore di mercato alla data del decesso, perché quel valore diventa il costo fiscale quando li vendi. Decidilo con il notaio o il commercialista.
Quali documenti servono per vendere oggetti ereditati?
Il D.Lgs. 92/2017 non distingue fra oro comprato ed ereditato: chiede identificazione e pagamento tracciabile. In negozio servono:
- Documento d'identità valido in originale e codice fiscale (art. 4 del D.Lgs. 92/2017 e art. 128 del TULPS); devi essere maggiorenne.
- IBAN di un conto intestato o cointestato a te: in contanti al massimo 499,99 €; da 500 € in su serve il bonifico, anche solo per la parte oltre i contanti (pagamento misto). Il bonifico istantaneo parte mentre sei in negozio, fino a 150.000 € nei limiti operativi della tua banca e della nostra; altrimenti usiamo il bonifico ordinario (vedi pagamento immediato).
- Nessun atto notarile, dichiarazione di successione o ISEE: il D.Lgs. 92/2017 non li richiede. Se però gli oggetti sono ancora in comune fra più eredi, venite insieme: ciascuno viene identificato con il proprio documento e riceve la sua quota sul proprio conto.
- Consigliati per i lotti importanti: la copia della dichiarazione di successione, se c'è, e un elenco degli oggetti condiviso fra gli eredi. Non accettiamo deleghe: vende solo chi è presente in negozio e identificato.
- Per orologi, diamanti e monete: scatole, garanzie, certificati e vecchie fatture. Non servono per vendere, ma possono migliorare la valutazione.
L'elenco completo, caso per caso, è nell'articolo sui documenti per vendere oro.
Come dividere l'oro ereditato fra più eredi senza litigare?
Per dividere una scatola di gioielli fra fratelli non contare i pezzi: falli valutare per iscritto, lotto per lotto, e dividi il valore. Da noi funziona così:
- Separiamo gli oggetti per tipo e caratura davanti a voi: oro 750, 585, 333, argento, bigiotteria, orologi.
- Pesiamo ogni lotto sulla bilancia omologata, al netto di pietre, molle e parti non in oro, e scriviamo peso, titolo, prezzo al grammo e totale. Oggi (30/10/2026) il valore del metallo di un oggetto in oro 750 è 84,82 € per grammo di lega: non è il prezzo d'acquisto, perché la nostra offerta ne è una percentuale, scritta sul foglio.
- Gioielli firmati, diamanti e pietre importanti, orologi di marca e monete rare li valutiamo a parte: pagarli solo «a peso» sarebbe un errore.
- Con la scheda in mano decidete voi cosa tenere, cosa vendere e come compensare. Chi vende il proprio lotto lo fa a nome proprio, con documento e IBAN, e riceve il suo bonifico. Nessun obbligo: la valutazione è gratuita.
Per eredità con molti pezzi, collezioni di monete o orologi di pregio concordiamo un orario riservato: scrivici su WhatsApp (orari del negozio: Lun–Sab 9:30–13 / 15–19, orari previsti dall'apertura). Il metodo completo è nella pagina come funziona.
Cosa fare in pratica
- Dividi gli oggetti in due gruppi: gioielli e oggetti d'uso; lingotti e monete. Di regola solo il secondo ha un'imposta.
- Gioielli personali venduti occasionalmente: di regola non c'è nulla da dichiarare. Conserva la ricevuta riepilogativa.
- Lingotti e monete: cerca fatture, estratti conto o la successione e parla prima con il commercialista.
- Prestazioni legate all'ISEE? Il denaro sul conto al 31 dicembre entra nell'ISEE di due anni dopo.
- Con più eredi: venite insieme, ciascuno con documento e IBAN; si divide il valore, non i pezzi.
- Porta documento, codice fiscale e IBAN: il bonifico istantaneo parte mentre sei in negozio, nei limiti operativi bancari.
Sono le regole generali in vigore al 29/10/2026, non una consulenza fiscale: residenza all'estero, donazioni, beni fuori dall'Italia o un'attività d'impresa cambiano il quadro. Per le decisioni che contano chiedi al commercialista o al CAF.
Siamo Compro Oro Peschiera Borromeo, in via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo (frazione Bettola), a circa 10 minuti di auto da San Donato Milanese, 15–20 da Segrate e 20–25 da Pioltello. Art Factory Luxury S.r.l. è in fase di iscrizione al Registro degli operatori compro oro tenuto dall'OAM (il codice sarà pubblicato qui appena assegnato). Valutazione gratuita e senza impegno, con pesatura davanti a te. Trasparenza al grammo, pagamento immediato. Telefono, WhatsApp e indicazioni sono nella pagina contatti.
Fonti
- Art. 67 del TUIR (DPR 917/1986), comma 1, lettera c-ter.
- Art. 68 del TUIR, commi 6 e 7, lettera d.
- Art. 3 del D.L. 66/2014: aliquota del 26%.
- Legge 213/2023 (bilancio 2024): regola del 100% dal 1° gennaio 2024.
- Legge 199/2025 (bilancio 2026): nessun affrancamento.
- Circolare del Ministero delle Finanze n. 165/E del 24 giugno 1998 sui redditi di natura finanziaria.
- Art. 9 del D.Lgs. 346/1990, comma 2: presunzione del 10%; art. 28, comma 7: esonero dalla dichiarazione.
- DPCM 159/2013 (ISEE), artt. 4 e 5: redditi, patrimonio mobiliare, franchigie.
- D.Lgs. 92/2017, artt. 4 e 5, e FAQ del MEF sui compro oro: identificazione, scheda, ricevuta, soglia contanti.
Domande frequenti
Devo dichiarare nel 730 i gioielli ereditati che ho venduto?
No. La vendita occasionale di gioielli personali, anche ereditati, non è un reddito per il TUIR: l'unica norma che tassa l'oro dei privati (art. 67, comma 1, lettera c-ter) riguarda i metalli preziosi «allo stato grezzo o monetato», cioè lingotti e monete. Non c'è nulla da scrivere nel 730 né nel modello Redditi e non serve dimostrare quanto erano stati pagati. Conserva la ricevuta riepilogativa del compro oro: giustifica l'accredito sul conto. Se vendi spesso o hai dubbi sul tuo caso, chiedi al commercialista.
Ho venduto un lingotto ereditato senza fattura: quanto pago di tasse?
Il 26% sull'intero corrispettivo, se non hai alcuna documentazione del costo. Dal 1° gennaio 2024 l'art. 68, comma 7, lettera d del TUIR prevede che, in questo caso, la plusvalenza sia pari al 100% di quanto incassi: su 10.000 € sono 2.600 €. Se il lingotto era indicato nella dichiarazione di successione, quel valore vale come costo e riduce la base imponibile. L'imposta si versa con la dichiarazione dei redditi (quadro RT del modello Redditi PF o quadro T del 730): fatti seguire dal commercialista.
Vendere l'oro alza l'ISEE?
Può alzarlo, non come reddito ma come patrimonio mobiliare. Il denaro incassato, se è ancora sul conto al 31 dicembre o alza la giacenza media, entra nella DSU dell'ISEE di due anni dopo (l'ISEE 2026 usa il patrimonio al 31/12/2024). Il patrimonio mobiliare pesa per il 20% e solo oltre la franchigia di 6.000 €, aumentata per i nuclei più numerosi. L'oro fisico, invece, non è fra le componenti del patrimonio mobiliare ISEE. Per lingotti e monete chiedi al CAF se la plusvalenza tassata al 26% va indicata anche nella DSU, fra i redditi soggetti a imposta sostitutiva.
Serve la dichiarazione di successione per vendere i gioielli ereditati?
No. Il D.Lgs. 92/2017 chiede il documento d'identità valido e, da 500 € in su, un pagamento tracciabile: per la scheda ti chiediamo anche il codice fiscale e paghiamo con bonifico su un conto intestato o cointestato a te. Non servono atti notarili né la dichiarazione di successione. Se però gli oggetti sono ancora in comune fra più eredi, venite insieme, ciascuno con il proprio documento e il proprio IBAN: ognuno riceve la sua quota sul suo conto. Per i lotti importanti è utile portare la copia della successione. Ricorda che i gioielli, in successione, si presumono già compresi nel 10% dell'asse ereditario (art. 9, comma 2, D.Lgs. 346/1990).
Il compro oro comunica la mia vendita all'Agenzia delle Entrate?
Il D.Lgs. 92/2017 non prevede un invio della singola vendita all'Agenzia delle Entrate, ma l'operazione è tracciata. La scheda dell'operazione, con i tuoi dati, le fotografie dell'oggetto e il mezzo di pagamento, resta archiviata 10 anni a disposizione delle autorità di controllo, fra cui la Guardia di Finanza, e le eventuali operazioni sospette vanno segnalate alla UIF. Il bonifico, come ogni accredito, compare sul tuo conto e nei dati che la banca trasmette all'Anagrafe tributaria. Per la vendita occasionale di gioielli personali non c'è imposta da versare; per lingotti e monete la plusvalenza la dichiari tu, meglio con l'aiuto del commercialista.
Le cifre in euro calcolate sulla quotazione del giorno sono aggiornate al 30/10/2026 e si ricalcolano la mattina dei giorni feriali; dati storici e percentuali di mercato riportano la propria data. Sono valori del metallo, non offerte di acquisto. Il prezzo dell'oro cambia ogni giorno: controlla la quotazione di oggi o chiedici l'offerta aggiornata.
Le guide sono scritte e verificate dal team di Compro Oro Peschiera Borromeo (ART FACTORY LUXURY SRL), il negozio in apertura in Via della Liberazione 71 a Peschiera Borromeo. Ogni articolo cita le fonti e riporta la data dei dati. Chi siamo